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FINALE TRA PAOLINI E MARCINKEVICA MARATONA DI 3 ORE E MEZZA: CHIESA K.O.

Non ci sarà una finale tutta italiana, negli Internazionali femminili di Brescia 2019.
Perché di fronte a Jasmine Paolini, vincitrice del derby toscano su Martina Trevisan, domani alle ore 16 (ingresso
gratuito) scenderà in campo la lettone Diana Marcinkevica, protagonista di una maratona di tre ore e 27 minuti che
l’ha vista prevalere su Deborah Chiesa. Il pubblico è rimasto incollato alle tribune del Forza e Costanza per tutta la
durata della partita più bella del torneo, e si è vista pure parecchia gente che seguiva il match dalle terrazze del
Castello, alcune decine di metri più in alto. La conclusione non è piaciuta ai tifosi della giocatrice trentina, che si
porta a casa tanti rimpianti, da una sconfitta come questa. Ma sono più i meriti della sua avversaria che i demeriti
suoi, ad aver determinato il risultato. La 26enne di Riga, che fin qui in carriera non ha mai vinto un titolo sulla
terra, non ha ceduto mentalmente nemmeno quando l’italiana si è portata sul 5-3 nel terzo parziale, tenendo il
servizio dopo sette break consecutivi. Ha continuato a correre, a recuperare tutto il recuperabile, e a far male con
un rovescio lungolinea che le ha procurato una valanga di punti. E alla fine ha chiuso a braccia alzate, mentre la
sua avversaria non poteva mascherare una grande (e più che comprensibile) delusione. “Il lavoro fisico che ho
fatto questa settimana – ha spiegato la lettone – ha dato i suoi frutti. È stata una partita folle, tanti alti e bassi, ma
adesso sono felice”. Per la Chiesa, resta comunque una settimana che potrà darle fiducia, dopo sei mesi nei quali
aveva vinto poco e aveva perso contatto con le zone alte del ranking. Una semifinale in un 60 mila dollari è un
traguardo di rilievo, dal quale ripartire per recuperare il terreno perduto.
Nella seconda semifinale, Jasmine Paolini è riuscita ad avere la meglio su Martina Trevisan grazie a un tennis
aggressivo e brillante, con il quale ha costretto spesso l’avversaria in un angolo. Nell’ultimo periodo, l’allieva di
Renzo Furlan ha modificato il suo approccio alla partita rendendo i suoi colpi più decisi ed efficaci, mettendo in
conto di sbagliare qualcosa ma ottenendo nel complesso un riscontro soddisfacente. L’unico precedente, tre anni fa
a Santa Margherita di Pula, aveva premiato la Trevisan, mentre stavolta è stata la 23enne di Castelnuovo di
Garfagnana, numero 210 Wta, a trovare la chiave per far sua la partita, peraltro in maniera molto netta: 6-3 6-0 in
un’ora e 8 minuti. Nel corso della settimana, Jasmine è andata in crescendo, e per questo appare favorita nella
finale di domenica contro la Marcinkevica. Ma considerato ciò che la lettone è stata capace di fare fin qui, l’azzurra
non dovrà dare nulla per scontato. La Paolini va a caccia dell’ottavo titolo in carriera, il secondo per importanza
dopo il 100 mila dollari di Marsiglia, vinto due stagioni fa. Nella finale di doppio, successo di due sudamericane,
la venezuelana Andrea Gamiz e la brasiliana Paula Cristina Goncalves, che hanno dovuto lottare per un’ora e 33
minuti per avere ragione di Anastasia Grymalska e Giorgia Marchetti, le due azzurre più in alto nel ranking Wta di
specialità (rispettivamente 187 e 143). La coppia italiana ha rischiato di perdere in due set, considerato che si è
trovata sotto per 4-1 nel secondo parziale. Ma nel match tie-break che sostituisce il terzo set ha mancato tre
occasioni per chiudere a suo favore, due sul 9-7 e una sul 10-9.

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