Sarà tra Stephanie Vogt e Andrea Gamiz la finale dell’edizione numero 8 degli Internazionali femminili di Brescia. Finale decisamente a sorpresa, per un torneo che vedeva al via tante ragazze con un passato da top 100 della classifica Wta, oltre alla russa Vitalia Diatchenko, attuale numero 91 del ranking. Invece a giocarsi il titolo ci sono due protagoniste inattese, uscite vincitrici da semifinali probabilmente condizionate da una temperatura torrida, che però non ha fermato il pubblico, presente come al solito numeroso in tribuna.
Partiamo dalla fine, da una seconda semifinale che era particolarmente attesa per la presenza di Romina Oprandi, 29enne svizzera di padre bergamasco, che qualche anno fa arrivò nei quarti di finale al Foro Italico. Romina ha giocato alla pari ma si è arresa in due set col minimo scarto (un break per parziale) alla venezuelana Andrea Gamiz, vera sorpresa della settimana a Brescia. L’elvetica ha talento da vendere ma una spalla ormai messa fuori uso da cinque operazioni, l’ultima nel mese di febbraio. Può servire, ma al 50 per cento delle sue possibilità, e questo si aggiunge a una mobilità ridotta di tutto il braccio, fasciato da un tutore. Insomma, non le condizioni migliori per rendere al massimo. Così la Gamiz, che proveniva dalle qualificazioni ma ha dimostrato una solidità da giocatrice di classifica più alta (è 310 Wta), ha raccolto gli errori altrui per inginocchiarsi alla fine sui campi che le consegnano uno dei migliori risultati della carriera.

Anche nella prima semifinale, a decidere le sorti del confronto è stata più la condizione fisica che non la componente tecnica. Con la paura che stava giocando un brutto scherzo a entrambe le protagoniste. La Vogt, 25enne di Vaduz numero 191 in singolare, è scattata meglio dai blocchi andando avanti per 6-1 e 2-0, con la rivale bloccata dal caldo e da una mobilità non eccezionale. A quel punto però qualcosa si è inceppato nella giocatrice del Liechtenstein, e per contro la Sorribes Tormo ha cominciato a credere maggiormente nelle sue possibilità. E con un parziale di sei giochi a zero si è portata al terzo. Dove però il copione è tornato identico ai primi game, con errori gratuiti a raffica della spagnola e la Vogt brava a non distrarsi fino al 5-1 in suo favore. Finita qui? Nemmeno per sogno, perché un’ennesima rimonta consentiva alla 18enne iberica di arrivare al 5-5, non prima di aver annullato un match-point con un nastro vincente. Lo sprint conclusivo era però della Vogt, che raccoglieva negli ultimi game gli errori di una rivale ormai senza energie. “Non me la sono presa così tanto per quel nastro – spiega a caldo la vincitrice – perché in fondo anche io in precedenza ero stata fortunata. Lei è una buona giocatrice, ha un brillante futuro davanti a sé, ma oggi è stata una partita nella quale entrambe abbiamo avvertito molto la tensione. Sono contenta di questo risultato e spero di non fermarmi qui”. Domani la finale alle ore 15, senza una vera favorita.